L'insidia stradale ed il risarcimento del danno

Pubblicato il da infortunistica

In base al dettato art. 2051 Codice Civile sulla Pubblica Amministrazione incombe l'onere di custodia e di vigilanza sui beni pubblici,in particolare del mantenimento del manto stradale.images.jpg

 

L'esclusione dell'applicazione dell'art. 2051 è possibile solo ove per l'ente proprietario del bene sia oggettivamente impossibile impedire l'insorgenza di situazioni di pericolo.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16540 del 28 settembre 2012, ha ribadito ancora una volta questo fondamentale principio alla base delle pretese di risarcimento danni lamentati dal cittadino.

L'insidia consiste in una situazione di pericolo oggetiva, non visibile e non evitabile, che non muta la propria natura  a seconda del mezzo percorrente quel determinato tratto di strada.

Secondo l'art. 2043 tuttavia la responsabilità probatoria è carico dell'utente, mentre l'art. 2051 stabilisce che è l'ente pubblico a dover fornire prova contraria.

Il fattore decisivo per l'applicabilità dell'art. 2051 c.c. in luogo alla generica responsabilità aquiliana ex art. 2043 con indubbi vantaggi per il privato procedente sta nell'individuazione del concreto controllo di vigilanza sui beni demaniali.

Danno cagionato da cosa in custodia: ciascino e responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia,salvo che provi il caso fortuito.

 

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