Correva come un pazzo: condannato a 15 anni
La Cassazione si pronuncia in materia di incidenti stradali mortali con una sentenza storica: il moldavo che causò il sinistro in cui, nel 2009, perse la vita un 20enne, sapeva di poter uccidere con una guida pericolosissima, e quindi l'omicidio va ritenuto volontario. Non si applica il solito omicidio colposo, dovuto cioè a imprudenza.
TRAGEDIA TERRIBILE - Era il 18 luglio 2009, a Roma, il moldavo allora 23enne I. V., a bordo di un furgone Fiat Scudo rubato, impattò contro l'auto sulla quale viaggiavano il 20enne Rocco Trivigno, morto sul colpo, la sorella Valentina, 22 anni, e il 25enne Nicola. Il moldavo venne condannato a 16 anni di carcere per omicidio volontario e lesioni gravissime. Il pirata della strada viaggiava a 160 km/h in città (allucinante) e stava tentando di sottrarsi a un controllo della Polizia, attraversò 14 incroci, di cui 10 con il semaforo rosso, non rallentando mai, e all'intersezione tra via Nomentana e viale Regina Margherita travolse la Citroën C3 con a bordo....
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Fonte sicurauto