Organizzazione della navigazione nelle acque marittime e interne
Organizzazione della navigazione nelle acque marittime e interne
Di Gabriele Uberti – Le norme relative alla navigazione marittima si applicano in mare, nelle lagune e nei bacini di acqua salsa o salmastra che, almeno per una parte dell’anno, comunicano liberamente con il mare.
L’amministrazione della navigazione mercantile e a uso privato in acque marittime e della nautica da diporto è attualmente di totale competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, esso, concentrando le competenze statali in materia di organizzazione del sistema multimodale dei trasporti terrestri su strada e ferrovia, marittimi e aerei, ha definitivamente ereditato le funzioni svolte dal Ministero dei trasporti e della navigazione e, del Ministero della marina mercantile. Con la creazione di dell’ unico Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, quindi, è definitivamente avvenuta la concentrazione in capo ad’unica struttura di governo di tutte le competenze statali in materia di navigazione commerciale e, soprattutto di nautica da porto.
Inoltre, dipende dal Ministero il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera.
Il Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera è articolato in una struttura centrale ed una periferica. La prima fa capo al Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, responsabile del coordinamento e del controllo di tutte le attività svolte dalle Capitanerie di porto e del coordinamento generale delle attività di ricerca e soccorso, per le quali si avvale della Centrale operativa. I controlli relativi alla sicurezza sulla navigazione rientrano nella preminente competenza del Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera.
Il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto svolge le seguenti funzioni;
- ricerca e soccorso in mare;
- gestione operativa, a livello centrale, del sistema di controllo del traffico marittimo;
- esercizio delle competenze tecniche in materia di sicurezza della navigazione marittima e indagini su cause e circostanze dei sinistri marittimi a navi da carico o da passeggeri;
- rapporti con organismi nazionali e internazionali per gli aspetti tecnici della sicurezza della navigazione marittima;
- coordinamento di attività, organizzazione e ispezione relative ai servizi delle Capitanerie di porto;
- impiego del personale delle Capitanerie di porto;
- predisposizione della normativa tecnica di settore;
- vigilanza e controlli operativi in materia di sicurezza delle navi e delle strutture portuali nei confronti delle minacce.
Ai fini dell’amministrazione della navigazione marittima interna l’intero territorio nazionale, anche quello privo di affaccio al mare, è suddiviso in zone marittime, il ufficio è denominato Direzione marittima, cui è preposto un direttore marittimo. A sua volta, il territorio è suddiviso in:
- compartimenti, sempre con giurisdizione territoriale, il cui ufficio è denominato Capitaneria di porto, cui è preposto un capo del compartimento;
- circondari, con giurisdizione limitata alla costa, demanio marittimo e acque marittime, il cui ufficio è denominato Ufficio circondariale marittimo, cui è preposto un capo del circondario.
L’amministrazione della navigazione interna, mercantile e a uso privato, nelle acque interne è attualmente di competenza pressoché esclusiva delle regioni e delle provincie autonome di Trento e Bolzano, ad eccezione di ormai limitate funzioni relative al personale della navigazione e alle visite tecniche delle navi, non omogeneo tra le diverse regioni, occorre ormai fare esclusivo riferimento.
Nei porti e nelle altre località di maggiore importanza per la navigazione interna sono stati istituiti Ispettorati di porto, funzionalmente corrispondenti alle capitanerie di porto per quanto attiene alle competenze previste dal Codice della navigazione, e Delegazioni di approdo, da questi dipendenti.
Nelle località ove non hanno sede uffici di porto l’esercizio di attribuzioni amministrative relative alla navigazione interna è stato affidato talvolta ai comuni.
L’organizzazione e la disciplina dettagliata della sicurezza della navigazione e la polizia della navigazione interna nei porti è esercitata dal personale regionale corrispondente al Capo dell’ispettorato di porto, con ordinanze pubblicate nell’Albo dell’ufficio.
Gabriele Uberti
Fonte: Consulente automobilistico – Egaf.
